Le regole da seguire per non perdere soldi in Borsa
Come ormai saprai, fare Trading Online sul Forex è diventato molto diffuso. Molte persone tentato di guadagnare con il Forex pensando che sia una cosa semplice.
Quello che devi sapere bene, prima di iniziare ad investire sul forex è la possibilità di non riuscire e poter perdere soldi.
I numeri non mentono, circa il 95% dei principianti finisce con il perdere in breve tempo tutti i pochi soldi depositati sui conti dei broker Forex.
Ma la domanda che sorge spontanea è, perché i principianti perdono soldi sul Forex?
La risposta in questi quattro punti:
- I principianti non hanno una chiara visione di cosa comporta investire nel Forex.
- Il principiante cade spesso nella trappola del Guadagno facile, di cui si pensa del Forex in generale.
- Il principiante non ha il giusto sangue freddo, che è una delle caratteristiche fondamentali di chi fa Trading Online.
- Il principiante vorrebbe fare tutto da solo, senza investire sulla propria formazione.
Il nostro consiglio è quello di esercitarsi prima di tutto con un conto demo e cercare di apprendere le tecniche da tutte le fonti disponibili (sul web ce ne sono innumerevoli come anche in questo sito).
Ti consiglio di vedere ora il video Tecniche e Strategie di Trading per operare sui mercati finanziari e sul Forex e scaricare l’ebook sulla Strategia Vincente sul Forex. Entrambi sono gratuiti e sono convinto che ti saranno molto utili.
18:22
Scritto da: nick373
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Alla ricerca dell'indicatore tecnico perfetto per il Forex Trading
Da quando è nata l’analisi tecnica la maggior parte dei traders si è data da fare per trovare l’indicatore tecnico perfetto, quello che non sbaglia mai, quello che restituisce il 100%…o magari anche solo il 90% dei trades in guadagno.
I traders hanno modificato i parametri, fatto backtests, combinato più indicatori insieme, inventato nuovi indicatori e oscillatori…
Indovinate qual’è il risultato?
L’indicatore perfetto non esiste!! Mi dispiace!!
Non solo non esiste…ma non esisterà mai…e ci sono della ragioni oggettive per questo.
Innanzitutto, se esistesse l’indicatore perfetto, qualcuno lo avrebbe già codificato.
Provate a pensare…se esistesse l’indicatore perfetto…e tutti lo usassero…non ci sarebbe più mercato.
I mercati si basano sulla domanda e sull’offerta, ovvero su banche, fondi e traders che acquistano e vendono allo stesso tempo, perché hanno percezioni diverse di quello che accadrà. Se tutti comprassero in base all’indicatore perfetto…non ci sarebbero venditori, quindi gli ordini dei compratori non potrebbero essere eseguiti, viceversa su un segnale di vendita dell’indicatore.
Il trading è quello che è proprio perché ognuno vede le cose in modo diverso…per questo i prezzi si muovono.
Ci sono sostenitori del MACD, dello Stocastico, delle medie mobili, dell’RSI, del CCI, potrei andare avanti all’infinito, visto che, soprattutto nel mondo del Forex, si inventano ogni giorno nuovi indicatori…
Sapete cosa hanno in comune tutti questi indicatori tecnici? Sono tutti in ritardo sul prezzo…maledettamente in ritardo, per il semplice fatto che nel loro calcolo matematico più o meno complesso, utilizzano serie storiche del prezzo…ovvero utilizzano dati già passati.
Ovviamente alcuni segnali degli indicatori sono giusti, ma non abbastanza per creare una solida strategia di trading, almeno secondo il mio parere.
In internet troverete strategie di ogni tipo basate su incroci di medie mobili, incroci di stocastico, MACD, Bande di Bollinger e via dicendo, provatene quante volete…vi renderete conto che i risultati non sono così eccezionali.
Ma se gli indicatori sono in ritardo…cosa li anticipa? Semplice…il prezzo..solo ed esclusivamente il prezzo, l’unica cosa che conta veramente sui mercati.
Si può fare trading “solo” con il prezzo? Assolutamente si, lo fanno tutti i grandi traders, usano il prezzo (price action) e i “livelli di prezzo”, cioè supporti, resistenze, trend line, livelli di Fibonacci e nel caso specifico del Forex…i round numbers.
Già…qualcuno li chiama “leading indicators” perché sono capaci di guidare il prezzo, mentre gli altri indicatori vengono chiamati “lagging indicators” cioè in ritardo rispetto al prezzo.
Ovviamente anche i leading indicators non funzionano nel 100% dei casi…nulla funziona sempre.
Il mercato è fatto da compratori e venditori, perché un supporto funziona? Perché a quel livello di prezzo ci sono stati in passato più compratori che venditori, al contrario per una resistenza.
Quindi cosa funziona di più? Ciò che la maggior parte dei traders utilizza!!
Personalmente mi viene da storcere il naso quando sento cose del tipo: “utilizzate questo nuovissimo indicatore, non lo conosce nessuno”… Bene…e allora perché dovrebbe funzionare??
Se il mercato è fatto da compratori e venditori…io voglio che, quando compro, ci siano tanti altri che comprano…in modo da spingere il prezzo al rialzo. Quindi devo utilizzare gli strumenti che la maggior parte dei traders utilizza, o che i traders più grossi (gli istituzionali) utilizzano.
Il motivo è lo stesso per cui il timeframe Daily è meglio dei timeframes minori (4H, 1H, 15m, 5m). Gli istituzionali utilizzano il timeframe Daily, i fondi fanno trading sul Daily, non sul 5 minuti. Quindi i segnali tecnici…qualunque essi siano, sul Daily sono molto più affidabili che sui timeframes minori. Così i supporti e le resistenze sul Daily hanno maggior valenza, idem le trend lines, idem i livelli di Fibonacci, che funzionano non perché hanno qualcosa di magico, funzionano perché li utilizzano in tanti.
Sarebbe bello aprire un grafico, avere un segnale da un’indicatore, fare click con il mouse, e guadagnare sistematicamente, sarebbe troppo facile…non è così, il trading è un lavoro ed è anche un arte, bisogna saper individuare i supporti e le resistenze importanti, e saper soprattutto individuare i pattern di prezzo (price action) che significano qualcosa.
I grafici parlano…bisogna solo imparare a capirli..
14:10
Scritto da: nick373
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Cinque passi per una strategia vincente sul Forex
1- Il tasso di guadagno non è mai garantito
Le performances passate non sono una garanzia per il ritorno futuro, la confidenza che si può avere su un certo investimento è solo un sentimento che si prova dopo che si è capita la situazione. Non si può infatti predire quale sia il ritorno di un investimento su base mensile o annuale. L’obiettivo potrebbe essere del 2% e si potrebbe tranquillamente raggiungere il 20%, così come guadagnare il 100% a metà anno e poi arrivare a fine anno in perdita. Pertanto, coloro che garantiscono un ritorno spesso finiranno per deludere l’investitore, per cui l’investitore non dovrebbe lasciarsi prendere la mano ma reagire obiettivamente constatando l’evidenza dei fatti.
2- Anche i professionisti possono avere dei periodi di perdita
Anche i grandi investitori possono avere dei mesi in perdita, figuriamoci i meno esperti. La sicurezza degli investimenti infatti è importantissima, se l’investimento fosse stato troppo rischioso la perdita sarebbe stata molto pesante e probabilmente questo gruppo avrebbe chiuso. Non andare in bancarotta è molto più importante di arricchirsi in breve tempo. E’ quindi molto importante avere una percentuale di rischio adeguata al denaro investito. Se avessimo 5 milioni da investire il 2% di tasso garantirebbe 100.000 euro l’anno, sicuramente una cifra più che sostanziosa. Ma se investiamo 1.000 euro non possiamo attenderci un simile ritorno senza rischiare al 99% di perdere tutti i nostri soldi.
3- Non snobbare i piccoli guadagni
Dobbiamo sempre considerare l’ambiente che ci circonda e facilmente capiremo che in quel periodo molti investitori hanno avuto delle grosse perdite. Per cui anche se il ritorno annuale talvolta non è consistente, bisogna essere più che soddisfatti che il proprio capitale è rimasto intatto, perché probabilmente quello di altri ha subito delle gravi perdite. Il vero investitore punta a piccoli e consistenti profitti sul lungo periodo, provare a massimizzarli è solo un gioco d’azzardo.
4- Ognuno ha il suo giorno di gloria
Ci sono dei periodi in cui qualsiasi cosa tocchi diventa oro. Quando le condizioni di mercato ti sono favorevoli cerca di guadagnare il più possibile, i profitti che ne trai ti saranno utili nei periodi di recessione.
5- Non ci sono soldi facili
Nulla si ottiene con facilità, fare trading è un lavoro molto difficile. Basta pensare a tutti quegli atleti che si allenano ogni giorno per rimanere in forma ed essere al top, il trading è un parallelismo perfetto. Si devono sempre testare nuove idee, nuovi sistemi, aggiungerli alla strategia esistente e testarli con simulazioni per raggiungere risultati migliori e stare al passo con cambiamenti di mercato. Una strategia che ha funzionato bene negli anni passati potrebbe dover essere levigata per sopravvivere ai mercati di oggi, anche se ci sono principi di trading fondamentali che non cambiano mai.
14:02
Scritto da: nick373
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Come ottenere molte operazioni vincenti nel Forex
Tantissimi trader alle prime armi sono alla ricerca del Santo Graal del trading sul forex: quello strumento, quel software o quella tecnica che consenta loro di vincere sempre e senza sforzo. Oppure tanti altri si chiedono quale sarà il segreto dei trader di successo, che cosa sanno loro che io non so? Sono senz’altro domande lecite, ma pericolose. Vediamo perché.
Immaginatevi la situazione in cui un aspirante trader decida saggiamente di istruirsi prima di avventurarsi nei mercati finanziari e frequenti un corso di trading. Una volta concluso il corso comincia ad operare ma sfortunatamente i risultati non sono quelli promessi dal corso. Una reazione comune è pensare che la strategia che ci è stata insegnata al corso non funzioni e allora il trader si iscrive ad un altro corso. Ancora niente. In seguito decide che forse sta sbagliando qualcosa e invece di tradare nella chart a 15 minuti per esempio, decide di utilizzare quella ad 1 minuto pensando di rischiare meno pip. Dopo due giorni si rende conto che i time frame bassi non fanno per lui e passa a quello giornaliero. Poi decide che per avere successo necessita di un software automatico che costa 2000$. Sfortunatamente ancora nulla. E così via… Il punto che sto cercando di trasmettere è chi ricerca costantemente quel qualcosa che lo faccia vincere sempre e senza fatica è destinato a fallire.
La più grossa verità che vi permetterà di porre le basi per il successo è capire che un segreto nel trading non esiste.
Non ci sarà mai nulla che vi permetterà di ottenere una percentuale di trade vincenti del 100% nel lungo periodo. Di conseguenza non fatevi ingannare da promesse di guadagni facili oppure dalle pubblicità dei software automatici che vi fanno credere che moltiplicheranno il vostro capitale in pochi giorni. Smettete di cercare il sistema perfetto e cominciate a investire online su voi stessi.
La conoscenza e l’istruzione nel trading sono fondamentali, ma fatelo con metodo. Non cercate di imparare tutto subito. Imparate le basi, scegliete uno strumento da tradare e concentratevi su quello. Siate a conoscenza dei concetti di money management e della psicologia nel trading e poi scegliete un metodo che vi piaccia, solo uno. Cominciate a sperimentare quello che avete imparato in un account demo e non aggiungete nient’altro fino a che non vi rendete conto che avete realmente assimilato quello che vi hanno insegnato. Inizialmente è fondamentale specializzarsi e imparare a fare poche cose ma bene, in seguito si avrà la possibilità di ampliare le proprie conoscenze perché non si smette mai di imparare.
A questo punto chiedetevi a che punto siete con il vostro apprendimento. Se avete poche basi, le altre sezioni di questo sito possono darvi una mano ad iniziare. Se invece avete già delle buone fondamenta, avete una vostra strategia che state cercando di perfezionare, allora gli articoli in questa sezione potrebbero aiutarvi perché cercheremo di vedere alcuni metodi per migliorare le vostre performance.
Per aiutarti ad apprendere e migliorare subito le tue performance, ti consiglio di scaricarsi subito l’ebook sulla Strategia Vincente sul Forex, scaricala ora QUI>>
11:09
Scritto da: nick373
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Investire nei derivati
Gli strumenti derivati possono essere considerati delle soluzioni di investimento molto innovative dal momento che hanno iniziato a svilupparsi da una ventina di anni.
Oggi moltissime istituzioni finanziarie, quelle ad esempio che gestiscono fondi o quelle che operano nei mercati fuori borsa, fanno ricorso a tali strumenti per poter offrire soluzioni di investimento innovative e alle volte molto sicure.
Ormai il mercato dei derivati è così ampio che risulta difficile per un piccolo risparmiatore fare riferimento solo alle proprie conoscenze dal momento che il mercato in questione è molto dinamico e in continua evoluzione. E’ necessario, innanzitutto, avere bene in mente la tipologia di derivato che si ha intenzione di acquisire per poterne capire subito le potenzialità di reddito e le eventuali soglie di rischio connesse.
I contratti derivati più comuni sono:
Contratti Forward, sono contratti che vengono fatti tra due controparti private poichè gli strumenti forward non vengono negoziati in borsa. Tali accordi prevedono l’acquisto o la vendita di una determinata attività entro una data futura prestabilita e ad un certo prezzo. Chi si impegna a comprare l’attività trattata nel contratto si dice che assume una posizione lunga, chi , invece, si impegna a vendere si dice che assume una posizione corta. Il maggior numero di contratti forward viene fatto con l’attività sottostante monetaria.
Contratti Futures sono, come tipologia, molto simili ai forward, la differenza sostanziale risiede nel fatto che i futures sono contrattati solo in borsa e per tale motivo investire in essi significa rispettare determinati standard che vengono richiesti dalla borsa sui contratti. I contratti futures vengono regolati ogni giorno e quindi ogni giorno è possibile informarsi sul prezzo futures dell’attività sottostante a un ipotetico contratto.
Contratti di Opzione, sono contratti che danno un diritto al portatore e non un obbligo di vendere o comprare come sono le tipologie descritte precedentemente. Le opzioni possono essere: call se al soggetto danno il diritto di comprare l’attività sottostante entro una certa data e a un dato prezzo; put se al soggetto danno il diritto di vendere l’attività sottostante entro una certa data e a un dato prezzo.
Le opzioni si diversificano per l’attività sottostante che trattano; in borsa si possono trovare: opzioni su azioni ossia quelle che danno il diritto di comprare o vendere 100 azioni al prezzo definito nel contratto; opzioni su valute il cui volume di scambio dipende proprio dalla valuta sottostante al contratto; opzioni su indici quali ad esempio il NASDAQ 100, lo S&P 500; opzioni su futures in cui si deve tenere in considerazione anche il prezzo futures dell’attività sottostante.
L’andamento delle opzioni può essere seguito attraverso le quotazioni che vengono pubblicate il giorno seguente all’avvenuta contrattazione.
Come di può dedurre tali strumenti non sono così facilmente possibili da tenere sotto controllo, per tale motivo in tali contrattazioni è sempre bene far riferimento a una società di gestione degli investimenti o a dei traders qualificati.
09:52
Scritto da: nick373
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